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Gennaio 2000

Giancarlo Arnao - Drugstories

Il male esiste in quanto
"Non ci può essere una battaglia efficace contro la droga se alla visione antiproibizionista non si contrappone una concezione spiritualista fondata sui grandi principi dell'ordine naturale e cristiano. Una concezione in cui tutto è lecito, perché esiste il male, ed il male esiste in quanto prima del male esiste il bene, di cui il male è negazione e privazione. (...) Non c’è reazione efficace contro la droga al di fuori dei grandi principi e di una metodologia del bene priva di compromessi" (R. De Mattei, Atti del Convegno "Droga: un problema etico. Pericoli e inganni" promosso da Forza Italia, camera dei Deputati, Roma, settembre 1999, p.19)

Lucidi e cinici, magari senza drogarsi
"C’è qualcosa di peggio dei mercanti di morte: sono i guru della "cultura della droga", i propagandisti della "rivoluzione chimica". Chi giustifica il crimine è infatti peggiore di chi semplicemente lo commette. Chi si droga, può darsi che lo faccia per sola debolezza; chi spaccia la droga, può darsi che lo faccia per solo guadagno; ma chi giustifica e propaganda ed esalta la droga, magari senza drogarsi, lo fa di solito perché vuole seminare lucidamente e cinicamente germi di distruzione e di morte in seno alla società, specialmente fra i giovani, togliendo a loro quelle sane resistenze e quei buoni principi che sono i soli baluardi contro la corruzione. Ecco perché non è possibile alcun compromesso con i fautori della libera droga." (G.Vignelli, op.cit., p.39)

Sadici
"L’inganno dell’anti-proibizionismo si basa sul pregiudizio secondo cui il problema consisterebbe nel fatto di essere vietata (...). In questo modo (...) l’antiproibizionismo si dichiara implicitamente erede degli anarchici, secondo i quali il problema della criminalità consisterebbe nella repressione attuata dalla polizia; e si proclama anche erede di Sade, secondo il quale il problema della violenza consisterebbe nel fatto che le vittime non l’accettano di buon grado!" (Vignelli, op.cit., p.39)

Avventati
"E così si tentano vie cosiddette avveniristiche, in realtà avventate, mettendo in gravi difficoltà esperienze che vanno avanti da decenni, con ottimi risultati, proprio perché sono portate avanti da uomini di fede o da gente che "crede nell’uomo nonostante tutto". E che, per questo, sa che dire no alla droga equivale a dire sì alla vita. Scendere a compromessi (regolamentazioni, sperimentazioni, legalizzazioni) non vuole dire andare incontro a che soffre, ma collaborare alla sua autodistruzione" (P. Gelmini, op.cit., p.26)

Anche traditori
"Lo scopo ultimo (...) è di andare verso una società nella quale le sostanze stupefacenti illecite rimangano tali (...)Siate preparati al fatto che gli oppositori ricorreranno (...) all’infiltrazione, al sabotaggio, all’intimidazione (…) per mettervi i bastoni fra le ruote (…). Nell’informare e nel discutere con chiunque, si dovrebbe tener presente che ogni persona corrisponde ad un profilo – di attivista, sostenitore, simpatizzante, indeciso o anche di "traditore" (T. Peterson, op.cit., p.31)

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