Giancarlo Arnao - Drugstories
Il male esiste in quanto
"Non ci può essere una battaglia efficace contro la droga se
alla visione antiproibizionista non si contrappone una concezione
spiritualista fondata sui grandi principi dell'ordine naturale
e cristiano. Una concezione in cui tutto è lecito, perché esiste
il male, ed il male esiste in quanto prima del male esiste il
bene, di cui il male è negazione e privazione. (...) Non c’è
reazione efficace contro la droga al di fuori dei grandi principi
e di una metodologia del bene priva di compromessi" (R. De Mattei,
Atti del Convegno "Droga: un problema etico. Pericoli e inganni"
promosso da Forza Italia, camera dei Deputati, Roma, settembre
1999, p.19)
Lucidi e cinici, magari senza drogarsi
"C’è qualcosa di peggio dei mercanti di morte: sono i guru della
"cultura della droga", i propagandisti della "rivoluzione chimica".
Chi giustifica il crimine è infatti peggiore di chi semplicemente
lo commette. Chi si droga, può darsi che lo faccia per sola
debolezza; chi spaccia la droga, può darsi che lo faccia per
solo guadagno; ma chi giustifica e propaganda ed esalta la droga,
magari senza drogarsi, lo fa di solito perché vuole seminare
lucidamente e cinicamente germi di distruzione e di morte in
seno alla società, specialmente fra i giovani, togliendo a loro
quelle sane resistenze e quei buoni principi che sono i soli
baluardi contro la corruzione. Ecco perché non è possibile alcun
compromesso con i fautori della libera droga." (G.Vignelli,
op.cit., p.39)
Sadici
"L’inganno dell’anti-proibizionismo si basa sul pregiudizio
secondo cui il problema consisterebbe nel fatto di essere vietata
(...). In questo modo (...) l’antiproibizionismo si dichiara
implicitamente erede degli anarchici, secondo i quali il problema
della criminalità consisterebbe nella repressione attuata dalla
polizia; e si proclama anche erede di Sade, secondo il quale
il problema della violenza consisterebbe nel fatto che le vittime
non l’accettano di buon grado!" (Vignelli, op.cit., p.39)
Avventati
"E così si tentano vie cosiddette avveniristiche, in realtà
avventate, mettendo in gravi difficoltà esperienze che vanno
avanti da decenni, con ottimi risultati, proprio perché sono
portate avanti da uomini di fede o da gente che "crede nell’uomo
nonostante tutto". E che, per questo, sa che dire no alla droga
equivale a dire sì alla vita. Scendere a compromessi (regolamentazioni,
sperimentazioni, legalizzazioni) non vuole dire andare incontro
a che soffre, ma collaborare alla sua autodistruzione" (P. Gelmini,
op.cit., p.26)
Anche traditori
"Lo scopo ultimo (...) è di andare verso una società nella quale
le sostanze stupefacenti illecite rimangano tali (...)Siate
preparati al fatto che gli oppositori ricorreranno (...) all’infiltrazione,
al sabotaggio, all’intimidazione (…) per mettervi i bastoni
fra le ruote (…). Nell’informare e nel discutere con chiunque,
si dovrebbe tener presente che ogni persona corrisponde ad un
profilo – di attivista, sostenitore, simpatizzante, indeciso
o anche di "traditore" (T. Peterson, op.cit., p.31)
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