|
Dicembre 2000
International Drug Tribune
a cura
di Marina Impallomeni
LA GUERRA ALLA DROGA PERDE TERRENO
«È evidente che un numero sempre maggiore di cittadini
realizzano che la guerra alla droga è fallita e sono alla
ricerca di nuovi approcci». Così scrive Ethan Nadelmann,
direttore del Lindesmith Center di New York, una delle maggiori
organizzazioni riformiste sulle droghe, commentando i risultati
dei referendum americani dello scorso 7 novembre: altri due stati,
il Nevada e il Colorado, hanno approvato luso medico della
canapa, e in California, grazie alla norma chiamata Proposition
36, le persone detenute per il solo consumo potranno uscire
dal carcere per essere avviate ai trattamenti.
A parere di Nadelmann, il voto suggerisce un orientamento pragmatico
e riformatore dellelettorato, più avanzato di quello
dei politici, che pone limiti invalicabili allapproccio
della war on drugs: «I genitori non vogliono che i loro
figli usino la marijuana, ma vogliono anche che possano usarla
i malati che ne hanno bisogno. I cittadini non vogliono che i
trafficanti di droga traggano profitto dalle loro attività
illecite, ma neppure vogliono che la polizia abbia il potere di
sequestrare i beni di chicchessia sulla base di un semplice sospetto
di attività criminale. Gli americani non approvano che
la gente usi cocaina o eroina, ma neppure vogliono che i consumatori
siano rinchiusi in una cella, senza prima offrire loro unopportunità».
Nadelmann delinea anche la strategia futura del movimento: lestensione
dei referendum sulla canapa medica in altri stati, la lotta perché
il governo cessi di opporsi alla distribuzione della marijuana
ai pazienti negli stati dove la norma è stata già
approvata, unazione di controllo sullapplicazione
della Proposition 36.
Ethan Nadelmann, Dissent
is gaining in the war on drugs, Alameda Times-Star, 2/12/00
|