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Agosto 2000
Tabù crudele
Maurizio Baruffi
Fuoriluogo.it ha dedicato il suo primo forum con gli utenti della
rete al tema delluso medico della canapa. Le sollecitazioni
che arrivano dai partecipanti al forum sono diverse, ma il filo
conduttore è uno solo. Scrivono persone malate, sofferenti
o i loro congiunti. E scrivono per chiedere perché devono
ricorrere al mercato clandestino per procurarsi una sostanza che
è in grado di offrire sollievo rispetto a una sofferenza
o a una malattia. È la stessa domanda che molti di noi
si fanno, pur senza trovarsi in una situazione di difficoltà,
di malattia, di bisogno. Perché viene proibito luso
terapeutico di una sostanza che può dare sollievo a chi
soffre? Perché non viene seguita con attenzione la strada
della sperimentazione? Lester Grinspoon, psichiatra e docente
alla Harvard Medical School sostiene che, per esempio, i casi
di intossicazione e morte per aspirina (avete letto bene, aspirina!)
negli Stati Uniti sono fra mille e duemila lanno. Dunque
anche il farmaco ritenuto più innocuo e di maggiore diffusione
comporta un livello di tossicità e di danno. Per la canapa
non si è mai registrato neppure un caso di morte. La canapa
sconta dunque un tabù di straordinaria rilevanza, unito
alla solida realtà degli interessi dellindustria
farmaceutica, preoccupata delleventuale diffusione di un
farmaco assai naturale e a basso costo che potrebbe sostituire
prodotti di sintesi ben più remunerativi.
Daltronde sappiamo che in tutte le guerre la prima vittima
è la verità, e la guerra alla droga
non fa eccezione. Nel caso della cannabis ciò si è
tradotto in un enorme danno procurato in primo luogo a un bagaglio
di conoscenze scientifiche, con molteplici potenzialità.
La cannabis usata da millenni non solo come sostanza inebriante,
ma anche come farmaco ha infatti una serie di potenziali
usi terapeutici, alcuni dei quali noti fin dallantichità.
Purtroppo la diffusa isteria anti-droga ha impedito di rielaborare
queste conoscenze tradizionali alla luce della scienza moderna,
e in pratica ha fatto cancellare brutalmente la cannabis da tutte
le farmacopee ufficiali.
Certo, nessuno deve attendersi miracoli, ma possiamo nutrire la
speranza di avere presto nuovi ed efficaci farmaci per situazioni
attualmente difficili da curare.
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